NON SOLO RALLY…

L’8° Historic Rally delle Vallate Aretine, in programma i giorni 09 e 10 marzo 2018, offre a coloro che verranno a vedere l’evento organizzato dalla Scuderia Etruria, anche la possibilità di poter ammirare e scoprire paesaggi e città unici, seguendo un separato percorso turistico, diviso in quattro tappe, che li porterà a toccare tre delle vallate che circondano Arezzo: Val Tiberina, Casentino e Val di Chiana.
Prima tappa di questo percorso è Arezzo.

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La stupenda Piazza Vasari, infatti, sarà il punto nevralgico per coloro che vorranno venire ad Arezzo non solo per il rally, di cui sarà lo sfondo per la partenza e l’arrivo alle auto partecipanti alla gara.
Resa famosa per lo svolgimento del Saracino due volte all’anno, in Piazza Vasari vi è possibile ammirare una antica Pieve romanica, unica nel suo genere e che permette lo studio di questo momento artistico grazie alla ben conservazione degli elementi architettonici, all’interno ma soprattutto all’esterno della chiesa stessa.
Vicino alla piazza è poi possibile ammirare la Basilica di San Francesco e la Cattedrale, che svetta imponente su tutti gli altri edifici, carica di storia e importanza, di cui non è da meno  anche l’antica Fortezza Medicea, la quale, rimessa a nuovo da recenti lavori di ristrutturazione, offre una panoramica sulla città, che lascia avventori e residenti stupefatti dalla bellezza della vista goduta.
La seconda tappa del percorso turistico parallelo a quello del rally storico, porterà poi da Arezzo alle città di Caprese Michelangelo, Chiusi della Verna e Chitignano, tutte e tre toccate dalle prime due P.S. della gara, PONTE LA PIERA e LA VERNA.

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Caprese Michelangelo è noto in tutto il mondo per aver dato i natali all’indiscusso genio artistico di Michelangelo Buonarroti, sul quale è possibile visitare nel piccolo centro, disperso tra i verdi pendii della Val Tiberina, un museo dedicato, allestito nel 1875 entro la vecchia Rocca, dando la possibilità ai turisti di poter visitare anche i luoghi del potere che lì risiedevano.
I natali del Buonarroti sono però contesi con la vicina Chiusi della Verna, che non è comunque da meno in quanto a notorietà, dal momento che nel Santuario posto sopra il Monte Penna, vi risiedette San Francesco, durante il suo percorso spirituale, e vi ricevette in dono le stigmate nel 1224, portando Chiusi della Verna ad essere uno dei più importanti luoghi del francescanesimo presenti in Italia.
Più piccola, ma non per importanza, è poi Chitignano le cui acque, un tempo ritenute magiche e salutari, ancora oggi  sono motivo di pellegrinaggio continuo dagli abitanti del Casentino e non solo. Vi è possibile inoltre visitare l’Ecomuseo del contrabbando, che documenta l’attività di produzione e commercio, in passato, di due particolari prodotti: la polvere da sparo ed il tabacco.
Fanno invece parte della terza tappa le città di Bibbiena e Rassina, in Casentino, in cui il rally effettuerà un riordino e il Parco Assistenza.

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I primi insediamenti che annotano l’esistenza di Bibbiena risalgono probabilmente all’epoca degli etruschi, sebbene la data di fondazione del paese sia collocata nel 979 d.C., e la cittadina conta la presenza di un Museo Archeologico ricco di reperti di tale periodo storico. Bibbiena è nota anche perché nella lotta tra i fiorentini, di fazione guelfa, e gli aretini, di fazione ghibellina, si schierò con questi ultimi durante la celeberrima Battaglia di Campaldino, portata alla storia da Dante Alighieri.
Rassina è il capoluogo del comune di Castel Focognano, che è una sua frazione. Sappiamo della sua esistenza fin dall’età etrusca, poiché nella vicina Socana è possibile ammirare una Pieve, che amministrava il territorio di Rassina in quel periodo storico, dove ci sono dei ragguardevoli scavi etruschi, metà di scolaresche e studiosi del settore.
Per la quarta ed ultima tappa, il rally ed il percorso turistico si spostano verso la Val di Chiana, in cui sarà possibile visitare Cortona e Castiglion Fiorentino,sulle cui strade il rally svolgerà le ultime P.S. PORTOLE e LA RASSINATA, e si vedrà concluso con il ritorno per l’arrivo in Piazza Vasari ad Arezzo.

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Di ben più famose origini etrusche è Cortona, che divenne una lucumonia grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori che facevano parte della lucumonia. Furono costruite proprio dagli etruschi nel IV secolo a.C. le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri, le tombe nobiliari “a melone” sparse nei dintorni della città e il monumentale altare funerario adornato da sfingi, esempio unico in Italia. A Cortona è stata ritrovata anche la Tabula Cortonensis, una lamina bronzea con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca. Più tardi fece parte del controllo Mediceo, ma con la morte di Gian Gastone de’ Medici, in sostituzione dell’estinta dinastia medicea, subentrano gli Asburgo-Lorena come Granduchi di Toscana, che opereranno imponenti bonifiche alla campagna cortonese col miglioramento delle infrastrutture civili.
Sotto il controllo della lucumonia cortonese fece parte anche l’abitato di Castiglion Fiorentino, il cui nucleo abitativo si sviluppò già a partire dal VI secolo a.C.. e divenne un crocevia fondamentale tra le due Lucumonie di Arezzo e Cortona. Nell’area castiglionese restano a testimonianza di tale periodo numerosi reperti archeologici, tra cui il celebre Deposito di Brolio, rinvenuto nel XIX secolo nell’omonima frazione, e costituito da una grande quantità di bronzetti. Nel 2004 a Castiglion Fiorentino fu conferita la Medaglia d’Argento al Merito Civile per il nobile esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio, poiché il 19 dicembre 1943 morirono 71 persone durante un bombardamento che causò la quasi distruzione totale della cittadina durante la Seconda Guerra mondiale.